Pensati Per Distinguersi - Graph Creative Gen/Feb 2019 | Beepag

Mar, 05
0

Nel settore della stampa le novità tecnologiche sono sempre in evoluzione.

Per noi e’ importante rappresentare un punto di riferimento nel settore, e parlare della nostra azienda e dei nostri macchinari, che poi sono anche i nostri punti forza.

Quindi ci fa piacere quando il magazine Graph Creative ci viene a trovare per un’intervista. Qui vi riportiamo l’articolo della nostra chiacchierata. Parliamo di Beepag, della nostra strategia, dei macchinari e tecnologie di stampa.

Date un’occhiata all’articolo completo qui sotto.

In una regione come la Toscana il mondo della comunicazione visiva mostra di aver assorbito a dovere le lezioni del recente passato, per trasformarle in un interessante connubio di intraprendenza e tenacia. Tratti combinati nella giusta misura da Matteo Pinzauti, socio di Beepag, a Campi Bisenzio.

Cosa l’ha spinta nel 2013 ad affrontare una nuova avventura imprenditoriale?  Lavoravo da tempo nella stampa digitale. Già alla fine degli Anni ’90 ero impiegato in un centro stampa alle porte di Firenze. Lavori in genere rivolti a piccoli studi tecnici e studenti. Nel 2013 il rapporto è finito e dopo qualche mese ho scelto di ripartire da zero con Beepag, puntando a servire direttamente il cliente. Una svolta ormai praticamente completata.

Quale considera la svolta dal punto di vista della strategia? A Firenze c’è tantissima concorrenza sul fronte service. Così, mi sembrava meglio puntare su consulenza, progettazione e lavorazione, capacità maturate negli anni. Ho avuto la fortuna praticamente di crescere insieme al settore della comunicazione visiva e volevo andare oltre un mercato dove sostanzialmente si lotta sul prezzo, dove più dell’esperienza conta il costo dei macchinari.

Come avete portato queste idee sul mercato? Ci presentiamo da un cliente con la prospettiva di una lavorazione completa. Partiamo dalla progettazione, per arrivare al prodotto finito, all’occorrenza con confezionamento e consegna, in diversi casi anche all’estero.

Di quali prodotti si tratta in genere? Cerchiamo di proporre un catalogo assortito, dal semplice cartellino da applicare a un prodotto, fino a tappeti, tendaggi o quadri. Comprese lavorazioni più articolate, come espositori o cornici retroilluminate.

Sul fronte della tecnologia, come vi siete mossi? Possiamo contare su stampa ecosolvente UV, in bobina e in piano. Dopo averne seguito l’intera evoluzione sin dai primi modelli in bianco e nero per ufficio, abbiamo deciso di rinnovare la fiducia ai sistemi Ricoh. Ne condivido la strategia sul grande formato e apprezzo in particolare che siano loro stessi a produrre teste e inchiostri.

Una scelta estesa anche al Latex? Sì, abbiamo iniziato a pensarci per lavorare tessuti, dove le stampe dovevano essere inodori. Quando l’abbiamo scelta tra anni fa, si poteva considerare quasi un esperimento, ma le alternative secondo me manifestavano ancora qualche limite in termini di prestazioni. Scelte del genere comportano investimenti importanti.

Riuscite a trasmettere il messaggio a dovere? La Toscana si sta mostrando recettiva, anche se dipende molto dalla volontà del singolo cliente di evolvere nel settore della pubblicità. Diventa più facile, quando noi siamo capaci di proporre la giusta soluzione. Allora, anche il prezzo non è più la priorità. Inoltre, proponiamo comunque tre livelli di preventivo e noto con piacere come il più economico venga sempre più spesso scartato. Tanti clienti hanno ormai compreso l’importanza di differenziarsi. Siamo in un’area centrale e questo ci aiuta a combinare diversi tipi di domanda e seguire meglio i clienti. Se da noi si guarda sempre più alla qualità, a Milano si chiede anche molta attenzione alla ricerca di novità e bisogna garantire velocità. Verso Roma invece, il prezzo resta ancora uno dei principali criteri di scelta.